"Ballon Mac era un supereroe cieco che di giorno faceva il dentista e di notte combatteva il Male. Mami Jane era sua madre... collezionava vecchi scalpi indiani e la sera si esibiva, come bassista, in un complesso blues interamente composto da neri."
causa crisi
cosa guardiamo stasera?
denti
dischi volanti
il riccio
jack!!!
la direzione
le foto dei pipistrelli
mau
oceanomare
Padova Ultimate Frisbee
pearl jam
wally regna sovrana
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mancano 1 mese, 13 giorni, 11 ore, 33 minuti
che detta così sembra non stia aspettando altro... invece boh... invece invece di essere a correre sudare faticare annaspare tonificare son qua... e ora vado anche a mangiare un gelato...
ricordate la canzone "domani smetto"? è da non ricordo che classe delle elementari che è diventata il mio alzabandiera quotidiano...
domani smetto
ah, no... domani rockeggio alla grande!
sono ancora viva.
più vegeta che viva.
vègeta, non vegèta.
sono senza.
senza soldi, senza prospettive, senza obiettivi, senza compromessi, senza voglia, senza volontà, senza niente in mano, senza conoscenze. senza soldi di nuovo perchè sono proprio pulita e invece ne necessiterei.
ho anche dei bei con, ma sono la mancanza e il desiderio che fanno muovere, i con rendono felici, soddisfano, riempiono, ma è coi senza che ci si addormenta.
probabilmente ho anche perso un po' di estro e voglia nello scrivere, ma non mi tange molto la cosa.
c'è il sole, fa fresco ma c'è il sole.
c'è una corona d'alloro nella mia camera e un senso di vertigine da salto nel vuoto nella mia testa.
la mia camera è sempre là.
vorrei ritrovare delle persone, ora che un po' me stessa l'ho trovata.
finchè non consegno il libretto in segreteria con la domanda in marca da bollo ma soprattutto con la firma del sergio non vorrei esultare...
però ho finito gli esami...
non me ne rendo conto, sarà anche perchè non è poi niente di che, sarà perchè poi veramente il filo delle cose si è dipanato, sarà poi perchè son magre soddisfazioni, se vai a guardarle con gli occhi della ragione...
però comunque li ho finiti, ecco.
io non sono lo scheletro nell'armadio di nessuno. e fortunatamente non ho nessun rancore. e fortunatamente non ho bisogno di quelle cose. e fortunatamente non sto male, e davvero questa è una conquista considerando l'insieme.
apprezzo la mia serenità. non è un "me rimbarzi", è positività. ed è mia.
sono soddisfatta quando si crea qualcosa di bello assieme.
ci son degli anni che passano velocissimi
ti giri e ciao
poi guardi e son successe tantissime cose
e alla fine sì velocissimi ma sembra sia passato molto più tempo
e cambiano le prospettive e le angolature
le grandi e le piccole cose
e alla fine cambia tutto
e non cambia niente
tutto sommato male non va
tutto sommato ne è valsa la pena
C'è qualcosa che non va in questo cielo
C'è chi dice là c'è chi dice qua io non ci sono
C'è qualcuno che non sa...
Se odi è come se pisciassi sopra a quello che è stato. Se scappi è come rifiutare che sia mai successo. Se non hai mai ascoltato nient'altro che te stessa/o forse è il momento di smetterla. Se sei così convinta/o di essere dalla parte giusta prova ad attraversare la strada e vedere com'è il paesaggio di là. Se non hai saputo capire qual era la cosa giusta da fare ed hai sbagliato sai che hai la possibilità di non farlo di nuovo. Sai che hai la possibilità di non peggiorare le cose.
Fallo.
Ho la maestrale capacità di creare terra bruciata attorno a me.
Quali dei seguenti criteri diagnostici caratterizzano il Disturbo Borderline di Personalità? (vi è un'unica risposta errata)
A) Incapacità ad instaurare relazioni interpersonali coinvolgenti
B) Relazioni interpersonali instabili e intense
C) Alterazione dell’immagine di Sé
D) Comportamenti autolesivi
E) Impulsività
Anche tu Disturdo Borderline di Personalità ? Grande!!!
rubo parole, per poterle ritrovare, perchè non vogliono scompaiano nello scatolone della carta.
...i bambini guardano sempre - nell'orchestra - quello che suona il triangolo: non i contrabbassi non i tromboni nè l'arpa, il triangolo. Dlin. e poi giù sulla sedia ad aspettare immobile mezzora. Dlin dlin, ecco di nuovo. E' difficile mamma? Si è molto difficile, è una di quelle cose che sembra facilissima eppure è la più difficile di tutte. Come fare un segno solo sulla tela bianca, trovare la misura, aspettare il proprio turno e non volerne un altro, come stare zitti quando verrebbe voglia di parlare, come arretrare invece di avanzare quando hai voglia di dare un bacio a qualcuno: difficile così.
Difficile come dimenticarsi di non aver ancora imparato a rinunciare, come riprometterselo di nuovo: quanto meno chiedi tanto più otterrai, quanto più abbassi il volume della tua voce tanto più sentirai quella dell'altro. Quanto più raffreddi la tua temperatura tanto più consentirai persino ai tiepidi di credersi caldi, di esserlo con te. Come il triangolo, dlin, ha tutti gli sguardi che lo aspettano ansiosi mentre il violino di fila suona milioni di note qualunque, sfinito. C'è chi nasce triangolo e chi prova a diventarlo, chi lascia perdere, chi si consuma nell'attesa...
...la casa lo sa, sono secoli che osserva e che conserva: sa persino i sogni sognati la notte, quelli che ogni tanto quando c'è tempo a colazione ci si raccontano in pigiama coi piedi scalzi sotto il tavolo, qualcuno dice 'e poi che succedeva?', qualcun altro dice 'mi passi il latte?', qualcuno è in cucina 'aspettate che non sento'.
E' una fortuna non di tutti avere una casa-nave dove tornare ogni tanto a trovare il ricordo di chi l'ha attraversata. I nuovi arrivati si annodano al polso i fili che trovano e se li portano via, gli assenti rivivono, i passeggeri distratti lasciano tracce perpetue e tutti appartengono, infine, a quel luogo.
Per sempre.
Davvero per sempre, che è così raro che sia vero...
"Questo spazio riempie la mancanza, grati viaggiamo in direzioni opposte sospesi saldamente al desiderio".
Grati. In direzioni opposte. Sospesi al desiderio.
ma voi ve le ricordate le lollipop? i'm going down down down?
non so, mi si son sparaflesciate in testa, nonostante non sia per nulla lolli e per niente pop oggi, anzi, vado più verso il grunge dark ma anche un po' classica lamentosa. anche un po' cielo grigio su e foglie gialle giù.
credo che il mio fisico stia tentando di comunicarmi qualcosa, stia lanciando dei sottili (neanche tanto) segnali per provare una sorta di alleanza.
tipo: se mi fai dormire un'ora o due in più la smetto di provocarti fitte alla testa come se te la aprissero con una sega circolare e ti stritolassero a mani nude e unghie lunghe emisfero sinistro a volte, cervelletto altre.
tipo: se la smetti di passare 14 ore al giorno al pc io posso provare a toglierti gli occhi da rana e le occhiaie da marylin (manson, non quella bionda).
tipo: se fossi un po' meno merda e un po' più costante e regolare ti eviterei di sboccare ad ogni allenamento e avere dei cubi di porfido al posto delle gambe per non due ma otto giorni dopo.
resta il fatto che ho il sentore che l'omino dell'aps se mi vede mi lancia nel camietto insieme al sacco dell'umido.
detto ciò, son arrivata a pagina trenta, aria fritta, ma lunga ben trenta pagine!!
vorrei con calma avere tempo e modo per lasciare scorrere parole che descrivano come sto, la frenesia, le persone, gli obiettivi, la testa che macina, la pressione che comincia a farsi sentire, lavori lavoretti tempo che corre, amicizie e legami che per fortuna sono nati e rinsaldati, le cose che cambiano, quelle che restano uguali, la felicità del calore. ma appunto siccome ci sono tutte queste cose e molte altre ancora, tempo non ne ho.
due mesi oggi.
se non li sfrutto e non mi sfrutto mi butto nel cesso e tiro l'acqua e cambio veramente identità.
waiting for the sun
quando meno te l'aspetti un bel pugno nella bocca dello stomaco
e sbam, crolla tutto.
quando succederà a me, perchè succederà prima o poi anche a me, sbam, crollerò.
per ora posso solo essere presenza e sostegno.
e concentrarmi nella disciplina del diventare.
per poter essere presenza. per me e per gli altri.
“Fanculo a te, sei troppo un cesso e tua mamma gonfia banane giganti, a mazzi da sei…"
qualcuno si scandalizza di più se dico "chiesa uguale mafia" che non se esordisco con uno sguaiato "lo porto io" o "il mio cane". faccio più scalpore se dico che domenica mi sposo secondo un mio rito pacchiano o che se mai (SE e MAI) lo farò non lo farò in chiesa che non dicendo che esco con tre persone contemporaneamente.
è un mondo malato.
e io mi ci diverto molto.
un sottile filo azzurro ti lega a me.
una lunga catena di stelle, perle, colori e suoni (null'altro che emozioni?) mi lega a te.
il tuo è stretto.
la mia è larga.
sintomo di libertà ? data o voluta.
perchè tra il male e il bene lascia sempre più segni il male?
la perfezione scivola indifferente. la felicità diventa normale. la felicità sembra dovuta.
mi ami come nessuno mai. grazie.
convocata!!!
tutto questo tempo a chiedermi cos'è che non mi lascia in pace
tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene
così
come sono
così
ho aspettato a lungo
(no, sto ancora aspettando)
qualcosa che non c'è
invece di guardare il sole sorgere
questo è sempre stato un modo per fermare il tempo
e la velocità
(responsabilità, consapevolezza)
solo per far rumore
(e nascondersi)
e se c'è un segreto è
fare tutto come se, fare tutto come se
vedessi solo il sole
(e solo me nel sole e nel futuro)
e non qualcosa che non c'è
che gran merda.
quasi tutto.
tanto poi sto finesettimana scappo di nuovo.
e i nodi arrivati al pettine fanno male,
come i crampi dell'altro giorno.
sblorch.
oggi è il 25 novembre, ergo tra un mese è natale.
propongo di festeggiare l'avvenimento passando la serata a dare fuoco a tutti i babbi natali che penzolano dalle varie terrazze, finestre, camini. li odio. li trovo ridicoli.
stolti umani, che cazzo appendete quei tristissimi fantocci? dovrebbero far ridere? essere decorativi? divertire i vostri bambini?
ricordo due anni fa, quando ancora non se ne vedevano (fortunatamente) in giro: ero in un paesino sperduto nelle interland padovano, nebbia come solo da ste parti, in macchina, da sola... ho rischiato di schiantarmi addosso a un pino per colpa di un cazzutissimo babbo natale penzolante da una terrazza perchè sembrava un uomo, un vero coglione umanide vestito da babbo natale che stesse cadendo dalla sua stronza terrazza...
stanotte bruciamo i babbi natali
e ho appena ingurgitato:
2 tranci di peperone ai ferri
5 biscotti
2 biscotti con sopra la nutella
1 biscotto con sopra delle mele disidratate
delle verze (con le mani)
un pezzo di pane
1 altro trancio di peperone
un pezzo di zucca cotta
2 biscotti
mezzo filone con spalmato sopra notevoli quantità di 'nduja
tra un po' il consueto the, thè verde alla menta...
servirebbe di più dell'acido muriatico, o dell'idraulico liquido, per far in modo che quella roba non entri nel mio organismo...
ipotizzo e congetturo.
pippe mentali insomma, invece di faredelbene.
mi vien da pensare che sia questo che una volta e anche ora definivano diventare (o essere) zittella, il fatto che mano a mano che passa il tempo (e che passano le persone) ci impieghi sempre meno a non sopportare più qualcuno... i suoi atteggiamenti, le piccole cose, i piccoli difetti, si ingigantiscono via via col tempo fino a rendere quella caracaracara persona insopportabile... se all'inizio ci volevano anni, e dico anni, quindi quattro, tre... poi ci son voluti meno anni, ma comunque tanto tempo, tante cose fatte assieme, e le emozioni e i sentimenti poi sfumano piano o troppo veloce... poi qualche mese e già levati di torno per carità... e ora poco tempo, niente di fatto assieme, poco lento viscido tempo, e non c'è neanche la fase "oh che bello rose e fiori gaudio e spensieratezza sono innamorata la vita è meravigliosa" (...io? io innamorata??? mai più, credo), passo subito al litigo con te, non ti sopporto, troppo diversi, ciao.
ho dei problemi di relazione.
con me, a questo punto.
ehi, tu, me li risolvi? mi prendi per mano? no, non sollevarmi da terra, no, non cambiare la direzione dei tuoi passi, no, non guardare indietro... prendiamoci per mano...
non so come muovermi.
la prudenza è solo la paura che cammina in punta dei piedi.
e quando la paura gattona, tentenna, non avanza, vacilla, indietreggia, barcolla come si chiama? sempre prudenza?
ho detto a quella lì chesacosavuole, chesonfelicecheètornata, che dovrebbe prendere la testa di chi sa lei, e aprirgliela come una noce di cocco, ma solo per vedere cosa c'è dentro. o se c'è ancora qualcosa. e io vorrei fare lo stesso.
non sopporto il non capire.
si, so che avrei anche dovuto farci un'abitudine, visto chi ho passato, chi ho avuto vicino e chi ho vicino. ma continuo a non sopportare.
io paladina del dialogo sconfitta senza alcuna battaglia? e tutta questa indifferenza da dove viene fuori?
ho passato un sacco di tempo a farmi domande senza riuscire ad avere risposta, e a fare anche domande senza ricevere risposta. credevo di esserne diventata immune. ma no.